7 e mezzo, forse 8

Arrivò con aria strafottente, il mozzicone di sigaro in bocca,
 una manata alla sedia per farsi posto
e lo stivale con lo sperone sopra lo sgabello.
Si asciugò la bocca con la manica della giacca,
tenendo ancora la bottiglia vuota in mano.
Gli pendeva dal collo la pallottola che due anni prima
lo trapassò senza ammazzarlo.
Puntò 10 verdoni sul tavolo
"... ne pesco ancora una!", ma la somma dava otto.

Scrittore amico mio

Si dice che siamo tutti uguali.
Non so fino a che punto sia vero, ma di certo molti di noi si “riconoscono” perché affini.
Potremmo avere stesso sguardo, stessi capelli, corporatura ed incedere… o forse no.
Sta di fatto che io riconosco qualcosa in te, che è anche in me. La voglia di esserci ed essere artefice di un racconto che parli di te, come di me. Un pezzo di vita, un sogno, un semplice pensiero o fantasia. Le dieci dita che battono sui tasti, o forse solo gli indici che cercano di districarsi fra le lettere.
Scrivere di getto e poi d’un tratto fermarsi a pensare con lo sguardo perso. Gli occhi che guardano ma non vedono ciò che hanno davanti, ma semplicemente cercano di scandagliare l’immaginazione.
Un blocco, poi di nuovo un’ispirazione!
Un sospiro, poi un accenno di sorriso.
Qui io sono come te e tu sei come me, anzi sei esattamente uno di noi caro mio, perché hai nel cuore l’illusione e la speranza, che sia vero che scrivere ci renda liberi e forse anche un po’ immortali.

(Tema: Uno di noi - Max 1000 caratteri)

Fluendo (Narh an-Nil)

Il sole stava affogando come ogni sera nelle acque del fiume,
che era ormai in totale escrescenza.
Ritto sulla barca col portamento del grande ibis,
muto e paziente, il cacciatore aspettava di arpionare un ippopotamo.
Più in là, altri stavano gettando le reti,
sperando in una pesca copiosa.
Anche quest'anno ritirandosi,
il fiume avrebbe lasciato quel sottoprodotto limaccioso,
una vera benedizione!

Salto di lunare gravità

L'ultimo grido in fatto di fantascienza?
Un libretto su un pazzo che sosteneva che la luna
fosse nata dal condensarsi di una coltre gassosa primordiale.
Era eccitante poter fantasticare sulle origini del nostro satellite,
e spesso le notti d'estate uscivo dall'abbaino della mia stanza
per starmene un po' a naso in su.
Al diavolo quella tegola rotta... o forse dovrei dirle grazie!
Ora so ogni verità.

Sotterranea

Istanbul 16:30 - appuntamento con Murat
che come sempre non si vede.
Non c'è un filo d'aria e sto grondando di sudore.
Nulla può il cappellino che ho in testa
e le bretelle dello zaino sembrano volermi tranciare le spalle.
Eccolo finalmente!
Mi fa indossare le calosce e scendere di 500 piedi.
Mai avrei pensato di vedere tanto splendore.
Il colonnato della Basilica Cisterna mi lascia senza fiato.

Medianico

Non era ancora di pubblico dominio,
ma le capacità di Fausto avevano fatto
più di una volta comodo alla Polizia.
Mentre camminava lento, col gilé nero sulla spalla,
sentì una voce:"... vai avanti di dieci metri,
sono dietro i grandi cespugli di malva".
Allungò il passo, si sporse.
Intravide il polsino della felpa
che cingeva ormai solo ossa.
Lo avevano gettato in un anfratto
due anni e mezzo prima.