Uscì dallo stanzino dove aveva da anni impiantato
il suo letto, stropicciandosi gli occhi assonnati e
rosicchiando un pezzo di cipolla.
Aveva iniziato giovanissima ad esibirsi nello
scalcinato circo di famiglia, ma di diverse
generazioni era forse lei l’unica talentuosa in
grado di rappresentare un‘acrobata degna di tale
appellativo.
Magra, esile, slanciata, volteggiava in aria come
fosse un angelo.
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