Non ti fidar della “Donna nera”

Le aveva riempito un cono di carta paglia con le
patate fritte bollenti, tagliate a sigaretta!
Godeva nel vederla mangiare.
Aveva passato i mesi precedenti a coltivare quel
tubero con tutto l’amore possibile, in un substrato
di terra soffice e lauta polvere di arsenico.
Sì, arsenico, che l’avrebbe prima sfibrata e poi
uccisa.
Aveva dalla sua tutto il tempo, la pazienza e le
stuzzicanti patate viola.

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