Grotte di Sicilia

Dai miei occhi iniziava a filtrare la luce. Mi
avevano colpito e poi sedato. Sentivo solo il
crepitio di un fuoco e il puzzo d’umido misto a
quello del mio sangue, che nonostante la
fasciatura, colava ancora dal mio mignolo,
amputato con delle tenaglie.
Rapito.
Sfinito cercavo di scorgere un movimento.
Niente.
Solo una grossa svastica sul soffitto, beffardo
emblema sanscrito di buon auspicio.

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